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“Con il termine “raccomandazione”, riferito a una bizzarra e singolare facoltà di considerare che la presenza in aula nelle scuole della Campania non sia superiore al 50%, De Luca crea confusione e investe i dirigenti scolastici di ulteriore tensione, oltre che caricarli di una responsabilità che non dovrebbe essere assolutamente loro.

Una confusione che coinvolge anche genitori e docenti, in un momento in cui si avverte piuttosto il bisogno di chiarezza e certezze. Un atteggiamento di assoluta irresponsabilità che non fa che alimentare caos e panico. Lo strumento della “raccomandazione” serve infatti al governatore da un lato a provare a bypassare la sentenza del Tar che lo ha bocciato sulle decisioni di tenere parzialmente chiuse le scuole, inducendo a eluderne le disposizioni e facendo così ricadere eventuali responsabilità sui dirigenti scolastici, dall’altro a lavarsene le mani nel caso in cui ci si dovesse rivolgere ai giudici amministrativi e lui potrebbe in tal caso sostenere che non c’è lesività visto che non si tratta di un provvedimento vincolante”. E’ l’accusa lanciata dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Maria Muscarà, alla luce del contenuto dell’ordinanza del 28 gennaio del governatore della Campania. “Una decisione paradossale – prosegue Muscarà - che s’inserisce nel contesto di una battaglia personale tra il presidente della Regione e i giudici del Tar che lo hanno bocciato. Nella sua emorragia di ordinanze, De Luca ha dimenticato l’unico ambito in cui la Regione può e deve autonomamente operare, che è il trasporto pubblico. Soprattutto nei giorni in cui ci prepariamo a riaprire le scuole ai ragazzi delle superiori, con il rischio di inevitabili assembramenti nei mezzi di trasposto regionali già oggi oltre il limite del contenimento”.