Accesso atti. Muscarà (M5S): "Regione fa finta trasparenza. Negato accesso ai consiglieri"

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“L’accesso dei consiglieri regionali alla procedura contenente i dati del bilancio regionale, più volte richiesta, non è mai stata attivata. Questo è il motivo per cui a breve invieremo una segnalazione all’Autorità Giudiziaria”.

Lo dice la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Maria Muscarà che nonostante solleciti, interrogazioni, note e una serie di comunicazioni inviate a mezzo pec agli uffici preposti l’accesso resta ancora negato. “La Regione Campania non rispetta l’articolo 45 dello Statuto regionale - sottolinea Muscarà - nonostante il Capo Gabinetto del Presidente con una nota ufficiale abbia invitato gli uffici della Regione a disporre per i consiglieri l’accesso informatico a documentazione amministrativa, ciò non è mai avvenuto”. “L’accesso alla procedura e-grammata, dove sono archiviati decreti, determine e delibere - fa notare la consigliera - è stato attivato vincolando lo stesso alla sola visione degli atti della direzione affari generali”. “L’accesso alla procedura, invece, dev’essere incondizionato - aggiunge - a tutti gli atti prodotti dagli uffici della Giunta regionale”. “C’è un altro elemento che riguarda l’accesso a e-grammata - prosegue - i consiglieri regionali non sono dipendenti, nel senso che la password non può scadere nel caso in cui il consigliere non si colleghi per un certo numero di giorni e una volta scaduta deve essere riabilitata automaticamente senza che il consigliere debba chiedere l’autorizzazione a nessuno”. “Tra l’altro il consigliere per ragioni istituzionali deve aver modo di poter accedere alle informazioni non solo dalla postazione Pc presso gli uffici consiliari del Consiglio regionale - evidenzia Muscarà - ma da qualsiasi computer su cui si trovi a lavorare”. “A mio parere ci sono troppi ostacoli tecnici, un dilungamento di procedure sospetto - conclude Muscarà - fraintendimenti da parte della burocrazia su richieste specifiche insomma accessi negati per i consiglieri non degni di una grande amministrazione pubblica che punta alla trasparenza e alle famose pareti di vetro. Ciò ci induce a segnalare tutto all’Autorità Giudiziaria affinché si faccia chiarezza”.