Bloccare lo spaccio per impedire alla Camorra di sostituirsi allo Stato

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“Non solo la camorra è l’unico “comparto”, ad oggi, che non ha chiuso i battenti, ma è soprattutto quello che è riuscito a cambiare pelle in tempi record, approfittando dell’emergenza per riorganizzarsi e far crescere il suo consenso sul territorio.

Se a Napoli e in Campania, a fronte di un alto tasso di povertà e della più elevata percentuale di lavoratori in nero (20% rispetto al 13% di media nazionale), non si registrano come altrove episodi di assalto ai market è perché c’è chi si è già adoperato per sostituirsi allo Stato, garantendo generi alimentari di prima necessità a famiglie indigenti e aiuti ai piccoli esercizi e a quanti hanno preferito chiedere sostentamento a organizzazioni criminali che in cambio, quando l’emergenza sarà passata, riceveranno consenso e manodopera. Bisogna intervenire subito, con misure di sostegno e aiuti economici a beneficio di chi è in difficoltà. Ma anche con provvedimenti repressivi, ostruendo l’unico attuale canale di approvvigionamento dei clan, costituito dallo spaccio di droga”. E’ l’allarme lanciato dal consigliere regionale M5S e segretario della Commissione Anticamorra Vincenzo Viglione. “Con la sospensione inevitabile di ogni affare legato a racket, usura, contrabbando e scommesse clandestine, lo Stato a tutti i livelli oggi ha l’opportunità di impoverire la camorra con un controllo capillare delle principali piazze di spaccio. Con i nostri portavoce in Parlamento – annuncia Viglione - chiederemo al Governo, in vista del decreto di aprile, di aumentare il sostegno alle famiglie, arrivando prima delle mafie e con maggiore efficacia, e di incrementare le operazioni di controllo e repressione sul territorio. Alla Regione chiediamo di reintrodurre in giunta una figura di riferimento e raccordo per ogni tipo di iniziativa in tema di legalità e sicurezza”.


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