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“Anche attraverso l’Ufficio scolastico regionale risulta alla Giunta di segnalazioni da parte di famiglie chiamate a versare contributi, per far fronte a insufficienti fondi ministeriali, a istituti scolastici?

E’ vera la circostanza che alcuni istituti non rispettano le disposizioni e pongono il contributo come condizione necessaria per la regolare iscrizione degli alunni? Quali azioni intende intraprendere la Giunta, per quanto di competenza, per garantire ai nuclei familiari con reddito più basso, il diritto di accesso allo studio?”. Lo chiede Michele Cammarano, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, in una interrogazione rivolta al presidente De Luca e all’assessore all’Istruzione Fortini e inerente i contributi volontari degli istituti scolastici della Campania. “Con una circolare il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha stabilito che il contributo versato in favore della scuola è volontario e non può essere imposto in alcun modo” - sottolinea Cammarano - “Le risorse ottenute dal contributo possono essere usate esclusivamente per ampliare l’offerta formativa, le scuole devono fornire preventivamente la finalizzazione dei contributi e a fine anno rendicontarne l’utilizzo”. “Ci sono pervenute molte segnalazioni e dall’esame dei regolamenti di molti istituti scolastici - aggiunge il consigliere regionale - risulta che il contributo volontario (giunge fino a 250 euro) richiesto annualmente agli alunni rappresenta un’entrata finanziaria significativa”. “In molti casi il contributo volontario non solo è ingannevolmente imposto con modalità e pratiche discriminatorie nei confronti degli studenti inadempienti - attacca Cammarano - ma anche utilizzato in modo poco trasparente da parte di alcuni istituti scolastici che non rendono pubbliche le modalità di spesa dei fondi in questione, così come prescritto dal MIUR”. “Ad esempio l’istituto di istruzione superiore di Battipaglia ‘Enzo Ferrari’ che, nel regolamento scolastico pubblicato su internet, riporta all’articolo 16 che ‘gli alunni che non avessero provveduto a versare detti contributi potrebbero non essere ammessi alle esercitazioni laboratoriali’ - evidenzia il consigliere - senza specificare se trattasi di attività rientranti nell’offerta formativa ordinaria o di attività di ampliamento dell’offerta stessa e senza prevedere una rendicontazione delle somme ricevute”. “Voglio ricordare che la Regione promuove e sostiene azioni - fa notare - volte a garantire il diritto allo studio e rimuovere, anche mediante interventi economici diretti ai nuclei familiari con reddito più basso, gli ostacoli che si frappongono ai percorsi formativi e alla crescita culturale”. “Nella nostra interrogazione chiediamo inoltre - conclude Cammarano - se la Giunta intenda intervenire presso l’ufficio scolastico regionale del MIUR per sollecitare i dirigenti scolastici a garantire il rispetto delle disposizioni nazionali e delle prescrizioni delle circolari ministeriali”.